Dal 15 marzo nuove regole per accedere al Fondo di Garanzia per le PMI

Dal 2008 il ricorso al Fondo di Garanzia per le PMI è stato determinante per sopperire alle restrizioni del credito da parte degli intermediari bancari.

Dell’ultima relazione annuale sugli incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo economico, si desume il contributo decisivo del Fondo dedicato all’accesso al credito delle PMI nel quadro degli strumenti agevolativi di sostegno alle attività economiche e produttive.

Il futuro del Fondo di garanzia per le PMI

In linea generale il Fondo interviene concedendo garanzie dirette alle banche finanziatrici, e/o controgaranzie a favore di confidi e altri fondi di garanzia, soggetti garanti di prima istanza delle banche finanziatrici, e in misura più marginale attraverso interventi di cogaranzia, in collaborazione con un confidi o con altro fondo di garanzia, in favore direttamente della banca finanziatrice.

La garanzia del Fondo copre fino all’80% del finanziamento bancario, entro un importo massimo garantito di 2,5 milioni di euro, con conseguente minore assorbimento di capitale di vigilanza delle banche.
In sostanza il Fondo costituisce uno strumento consente alle imprese di accedere al credito a condizioni migliori, in termini di minori tassi di interesse applicati al finanziamento e di maggior credito accordato, senza dimenticare che la garanzia del Fondo è rilasciata a costi decisamente contenuti e, per una serie di beneficiari, come le imprese del Mezzogiorno e le imprese femminili, è concessa a titolo gratuito.

Diverse novità hanno interessato l’operatività del Fondo negli ultimi anni, tra cui l’introduzione della garanzia su portafogli di finanziamenti attraverso la tecnica della cartolarizzazione virtuale (Tranched Cover) e la riforma avviata nel 2015, inizialmente sulle operazioni Nuova Sabatini per allargarsi in prospettiva a tutti i beneficiari.

La riforma ha introdotto un nuovo modello di valutazione del merito creditizio, basato sulla probabilità di default, in sostituzione al sistema di credit scoring, e ha previsto la riarticolazione delle percentuali di garanzia sui finanziamenti.